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Dieta oloproteica: cos’è, come funziona ed effetti dimostrati

dieta oloproteica

La dieta oloproteica è un regime alimentare meglio noto alle persone come “liposuzione alimentare“. Questo piano di dimagrimento viene chiamato con questo nome evocativo proprio perché riesce ad attaccare in modo specifico le adiposità localizzate, eliminandole. Grazie a lei perciò è possibile intervenire sulla silhouette e rimodellarla. Per le donne i punti critici sono solitamente le cosce, i fianchi e i glutei. Per l’uomo invece è la pancia.

Inutile dire che sempre più persone si avvicinano alla dieta oloproteica con lo scopo di buttar giù i chili di troppo e raggiungere il peso forma. Si tratta però di un trattamento che deve essere seguito solo sotto il supporto di un medico, perché prevede lo sviluppo dei corpi chetonici, i quali rappresentano insieme all’adipe localizzata la fonte di energia.

Nella liposuzione alimentare vengono banditi i carboidrati, i quali sono notoriamente importanti per la salute proprio perché rappresentano la prima fonte di energia per il cervello. La dieta oloproteica è, come suggerisce il nome stesso, altamente proteica. Sono basse invece le quantità di proteine assunte.

Dieta oloproteica e sviluppo dei corpi chetonici

La dieta oloproteica è un regime alimentare low carb. Come tutte le diete di questo tipo ha bisogno di essere seguita sotto la supervisione di un medico specializzato perché il corpo, davanti alla privazione di queste importanti sostanze, inizia a produrre una quantità maggiore del normale di corpi chetonici, portando il corpo in uno stato di chetosi.

Normalmente il nostro corpo li produce in piccole quantità, però non è questo il caso di cui stiamo parlando in questo articolo. Nella dieta oloproteica viene indotta la maggior produzione di corpi chetonici per ottenere effetti specifici sull’organismo, in questo caso proprio il dimagrimento. In verità le diete di questo tipo vengono tutt’oggi utilizzate in caso di patologie quali l’epilessia o il diabete di tipo 2, perché consente di gestire i sintomi.

I corpi chetonici si sviluppano in seguito a un digiuno prolungato, ma anche quando si segue un regime alimentare di tipo low carb. Si tratta di derivati dei lipidi, però simili agli zuccheri perché il corpo riesce a utilizzarli velocemente come fonte di energia. Sono utili in caso di epilessia, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, patologie neurologiche ma anche sovrappeso.

I benefici della dieta oloproteica

Prima di tutto grazie alla dieta oloproteica è possibile dimagrire in modo rapido. Per questo è suggerita per esempio a chi soffre di obesità o sovrappeso e, specialmente per motivi di salute, ha bisogno di perdere velocemente i chili di troppo. Il programma di dimagrimento deve essere seguito per 21 giorni e secondo gli esperti, consente di perdere in questo periodo di tempo fino al 10% del peso iniziale. Ciò che viene attaccata però non è la massa muscolare ma solo quella grassa. In poche parole a essere attaccato è l’adipe localizzato, offrendo proprio un effetto di “liposuzione”. Non attacca invece le parti del corpo dove non ci sono grassi in eccesso.

Il dimagrimento come dicevamo è piuttosto rapido e avviene senza dover seguire una dieta durante la quale si vive con la costante sensazione di fame. Si può mangiare infatti in buone quantità, solo che occorre rivedere appunto le percentuali dei nutrienti assimilati. Si dimagrisce per esempio mangiando buone quantità di carne, uova e pesce. Ovviamente ci sono regole da seguire e sono piuttosto rigide, come il divieto di mangiare pasta, pane, pizza e qualsiasi altro prodotto che derivi dai cereali.

Una volta terminato però questo periodo si nota un netto miglioramento, perché ormai è stato svegliato anche il metabolismo corporeo. Perciò quando si passa alla fase di mantenimento si può un po’ alla volta iniziare a reintegrare anche i nutrienti che prima di erano esclusi. La dieta oloproteica aiuta a prevenire il problema dell’effetto yo-yo, inoltre garantisce un buon effetto saziante che aiuta a non sentire fame continuamente.

Alcune cose da sapere sulla dieta oloproteica

La dieta oloproteica deve rispettare alcune regole fondamentali per poter essere definita tale. Vediamo alcuni dei punti chiave di questo regime alimentare.

  • Le percentuali di nutrienti devono essere cambiate. I carboidrati vengono eliminati nella fase principale, per essere poi inseriti in modo graduale durante la fase di mantenimento. In questo modo il corpo sarà costretto a prendere la fonte di energia dai corpi chetonici sviluppati e dai grassi localizzati. Le proteine invece devono essere in quantità superiori e rappresentano una buona parte dell’alimentazione giornaliera.
  • Vengono privilegiati all’interno di questo regime alimentare tutti quei cibi che stimolano l’aumento dell’ormone della crescita. Come per esempio il pesce. In questo modo si sveglia il metabolismo e si inizia a perdere peso.
  • A questo particolare tipo di alimentazione va aggiunta l’assunzione di Amin 21K, l’integratore naturale proteico che riesce a soddisfare pienamente l’apporto proteico previsto dalla dieta oloproteica. Occorre però fare attenzione e ricordare che l’apporto proteico necessario è individuale e per questo deve essere calcolato dal medico. E’ un integratore venduto in bustina, da consumare prima di colazione insieme a una bevanda fredda.
  • E’ vietato saltare i pasti durante la dieta oloproteica, perché altrimenti è possibile che vengano compromessi i risultati ottenuti fino a questo momento. Occorre mangiare esattamente quanto riportato nella dieta costruita per noi dal medico specializzato.
  • L’unico cambiamento ammesso è quello di invertire il pranzo con la cena se si desidera. Non sono ammessi nemmeno gli spuntini fuori pasto, meno pochi cibi accettati per smorzare la fame, come per esempio il cetriolo e il finocchio. I condimenti sono scelti attentamente. Vanno bene per esempio il limone, il sale marino integrale, l’aceto di mele, l’aglio, la cipolla e gli aromi vari.

Controindicazioni della dieta oloproteica

La dieta oloproteica è considerata sicura purché l’intero trattamento venga seguito sotto lo stretto controllo di un medico specializzato. La maggior produzione di corpi chetonici richiede infatti di essere monitorata per evitare di cadere in effetti collaterali anche gravi. Possono arrivare ad appesantire i reni per esempio. Altrimenti ci sono alcuni sintomi tipici come per esempio senso di affaticamento, nausea e vomito.

 

 

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